Martedì 27 Maggio 2003

Accademia Aruntica agli Animosi per la 17a riunione di primavera

M. Munda

CARRARA. Alcuni scultori sconosciuti, il difficile rapporto di un musicista con la banda e la scuola di musica, le famiglie che hanno fornito i ceti dirigenti alla Carrara del XI secolo.
Ancora una giornata di studi nuovi e interessanti, quella che l'Accademia Aruntica ha proposto nel corso della tradizionale riunione di primavera, la 17a dalla rifondazione del 1994.
In apertura è stato il presidente Claudio Pisani a fare il bilancio della attività nell'ultimo anno, dando rilievo al convegno straordinario organizzato a marzo per i 300 anni della fondazione di San Pietroburgo. Presentato anche l'VIII volume di «Atti e Memorie» che raccoglie gli studi e le relazioni del 2002. Ringraziamenti sono andati a Comune, Provincia, Fondazione CR Carrara ed Ente Cultura e Sport per il sostegno dato. Come tradizione in apertura è stata presentata la scultura di un giovane artista e questa volta è stata proposta «Nel vento», un'opera di Francesco Siani illustrata da Romano Bavastro.
Una vela in marmo che si muove nel mare della fantasia e un sole che consegna il giorno alla luna «una scultura in marmo che è l'omaggio a questa terra di uno scultore ancora da consacrare la sintesi delle sue esperienze di vita con uno sguardo al passato e uno al futuro» ha detto Bavastro presentando lo scultore autodidatta e allievo di Bodini.
Roberto Ricci ha parlato della mezzana nobiltà socialmente situata tra vescovo e popolo, di famiglie di castaldi che amministrano le terre lungo la Francigena per conto dei vescovi offrendo un albero genealogico di questa famiglie tra XI e XII secolo tratti dal codice Pelavicino e dal cartario di San Frediano a Lucca. I Dabuggiano, i Della Palude, i Da Petrognano, Albizone Rolando, sono alcuni di questi. Ma dalle carte studiate emerge anche l'importante ruolo svolto dalla pieve di S.Andrea negli anni in cui Carrara stava nascendo.
Alberto Compagno ha presentato Felice Boghen, musicista, concertista specializzato in musica da camera, direttore della banda musicale e della scuola di musica, vissuto a Carrara tra il 1904 e il 1908, ma praticamente dimenticato anche dai musicologi. Una storia di rapporti difficili tra la banda e il suo direttore che vuole darle un assetto nuovo ma che vede tutti i bandisti dimettersi e Boghen è costretto a rinunciare all’incarico.

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